da Enea a noi, è stato un lampo
dal diario di bordo di luglio 2009
« (...) Non ho mai visto tutto questo blu ed è meraviglioso. Tutto questo mi sa di avventura e penso che un sogno così non ritorni mai più (...) il sole picchia, la barca avanza, inevitabilmente nella mia testa si insinua il ricordo di Eneide e le parole di Virgilio, la vita è un classico da secoli e secoli e io ho dieci anni.
Nulla ti abbandona, nulla. Avere paura è un deterrente, un inutile coefficiente d'attrito il cui risultato è un rallentamento faticoso.
"Qui l'errore fatale è l'esitazione"; gli uomini e le donne sono sospinti da correnti forti e apparentemente incomprensibili, ma l'importante è andare.
(...) Anche se non scenderei più da questa barca a vela, prima o poi arriverà settembre e la mia memoria, il mio bagaglio culturale avrà una valigia in più da trainare con amore e dolcissima nostalgia.
La purezza dell'aria e dell'acqua (purezza anch'essa apparente) sembra curarmi ed i miei occhi si chiudono abbandonandosi ai sogni.
Voglio vivere così».
di Scheila M.


